Servizi di intermediazione immobiliare, la sentenza della Corte Ue sul tetto massimo per le provvigioni

Servizi di intermediazione immobiliare, la sentenza della Corte Ue sul tetto massimo per le provvigioni (foto Pixabay)

Per quanto riguarda i servizi di intermediazione immobiliare il diritto dell’Unione non osta all’imposizione di un tetto massimo per le provvigioni delle agenzie immobiliari in misura pari al 4 % del prezzo di vendita o di locazione: è quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Ue, interpellata dalla Corte costituzionale slovena.

Servizi di intermediazione immobiliare, la vicenda

Come si legge in una nota della Corte Ue, la Corte costituzionale slovena ha esaminato la costituzionalità della legge sui servizi di intermediazione immobiliare.

“Tale legge – spiega la Corte – limita la provvigione applicata per detti servizi in caso di acquisto, di vendita o di locazione di un bene immobile. Per quanto riguarda l’acquisto o la vendita, la provvigione non può eccedere il 4 % del prezzo contrattuale. Quanto alla locazione, il tetto massimo è pari al 4 % dell’importo risultante dalla moltiplicazione del canone di locazione mensile per il numero di mesi per i quali l’immobile viene locato. Un contratto di intermediazione che contravvenga alla suddetta limitazione delle provvigioni è considerato nullo“.

Dubitando della conformità di tale misura al diritto dell’Unione, la Corte costituzionale slovena ha adito la Corte di giustizia.

“I suoi dubbi – si legge – si riferiscono alla fissazione di un tetto massimo applicata ai servizi di intermediazione relativi ad un edificio residenziale unifamiliare, ad un appartamento o ad un’unità abitativa, acquistati o presi in locazione da una persona fisica”.

La sentenza della Corte Ue

Nella sua sentenza, la Corte ricorda che “una misura come quella prevista dalla legge slovena può essere ammessa se: non è discriminatoria; è giustificata da un motivo imperativo di interesse generale e, infine, è proporzionata. La limitazione delle provvigioni non sembra discriminatoria, in quanto si applica indipendentemente dal luogo della sede della società immobiliare interessata”.

“Quanto alla giustificazione – prosegue la Corte Ue – la fissazione di un tetto massimo appare idonea a promuovere l’accessibilità di alloggi adeguati a prezzi ragionevoli, dato che l’importo della provvigione è probabilmente ripercosso sul prezzo di vendita o sul canone di locazione. Ciò è particolarmente importante nei confronti delle persone vulnerabili, ossia i giovani, gli studenti, nonché le persone anziane. Tale misura può anche contribuire alla protezione dei consumatori, rafforzando la trasparenza dei prezzi e impedendo l’applicazione di tariffe eccessive”.

Spetterà, dunque, alla Corte costituzionale slovena verificare se la limitazione delle provvigioni sia necessaria per raggiungere gli obiettivi sopra menzionati e se non vi siano misure meno restrittive che permettano di ottenere il medesimo stato.

A questo proposito – precisa ancora la Corte Ue – “essa sarà tenuta ad esaminare, tra l’altro, se il legislatore nazionale avrebbe potuto mettere in atto una misura specificamente mirata sui consumatori vulnerabili e se il compenso per i servizi di intermediazione immobiliare permetta alle società che li forniscono di coprire le proprie spese e di realizzare un utile ragionevole”.


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